Autore: Lentano, Mario
Titolo: Relocating Cicero. Libri pericolosi alla corte di Augusto
Rivista/Miscellanea: in : E. Della Calce, S. Mollea (eds.), Dangerous Latin Literature: From Antiquity to the Modern Age, Berlin-Boston, De Gruyter Brill
Anno edizione: 2026
Pagine: 11-27
Parole chiave: Héritage - Fortuna - Legacy
Descrizione: Il contributo indaga le strategie di rielaborazione della memoria ciceroniana nel quadro della politica culturale del principato. Muovendo dall’aneddoto plutarcheo in cui Augusto definisce Cicerone lógios kaì philópatris, l’autore individua un procedimento di depoliticizzazione: l’esaltazione dell’eccellenza oratoria e di un patriottismo indifferenziato consente di recuperare l’Arpinate alla memoria condivisa, neutralizzandone l’identità di combattivo difensore del regime repubblicano. Tale strategia accomuna il trattamento riservato ad altri avversari scomparsi: Catone Uticense viene ricondotto al ruolo di tutore dello status quo, mentre Bruto è reintegrato entro il lessico dell’amicizia e della riconoscenza, oscurandone la valenza anticesariana. L’indagine si estende quindi alla produzione letteraria augustea. All’assenza di Cicerone nell’Eneide corrisponde, nei frammenti liviani, una valutazione che ne svaluta la condotta politica e attenua la responsabilità del futuro principe nella sua eliminazione. Negli Astronomica, infine, Manilio ne legittima l’accesso alla beatitudine celeste per meriti esclusivamente intellettuali. Ne emerge una selettiva appropriazione del patrimonio repubblicano, funzionale a riassorbire le lacerazioni delle guerre civili entro la rappresentazione ideologica della concordia e della continuità. [SR]
Opere:
Sigla autore: Lentano 2026
Titolo: Relocating Cicero. Libri pericolosi alla corte di Augusto
Rivista/Miscellanea: in : E. Della Calce, S. Mollea (eds.), Dangerous Latin Literature: From Antiquity to the Modern Age, Berlin-Boston, De Gruyter Brill
Anno edizione: 2026
Pagine: 11-27
Parole chiave: Héritage - Fortuna - Legacy
Descrizione: Il contributo indaga le strategie di rielaborazione della memoria ciceroniana nel quadro della politica culturale del principato. Muovendo dall’aneddoto plutarcheo in cui Augusto definisce Cicerone lógios kaì philópatris, l’autore individua un procedimento di depoliticizzazione: l’esaltazione dell’eccellenza oratoria e di un patriottismo indifferenziato consente di recuperare l’Arpinate alla memoria condivisa, neutralizzandone l’identità di combattivo difensore del regime repubblicano. Tale strategia accomuna il trattamento riservato ad altri avversari scomparsi: Catone Uticense viene ricondotto al ruolo di tutore dello status quo, mentre Bruto è reintegrato entro il lessico dell’amicizia e della riconoscenza, oscurandone la valenza anticesariana. L’indagine si estende quindi alla produzione letteraria augustea. All’assenza di Cicerone nell’Eneide corrisponde, nei frammenti liviani, una valutazione che ne svaluta la condotta politica e attenua la responsabilità del futuro principe nella sua eliminazione. Negli Astronomica, infine, Manilio ne legittima l’accesso alla beatitudine celeste per meriti esclusivamente intellettuali. Ne emerge una selettiva appropriazione del patrimonio repubblicano, funzionale a riassorbire le lacerazioni delle guerre civili entro la rappresentazione ideologica della concordia e della continuità. [SR]
Opere:
Sigla autore: Lentano 2026
